Custom label strategiche: più profitto dallo stesso budget Ads.
Performance Max è efficace nel massimizzare il fatturato complessivo, ma per farlo privilegia i prodotti ad alto volume, spesso a scapito degli articoli con margini più alti. Ecco come una struttura di custom label ha corretto questa distorsione.
Il problema
Gli algoritmi di Performance Max ottimizzano per il fatturato complessivo, non per il margine. Il risultato è un'ottimizzazione algoritmica standardizzata che non differenzia il ricavo per redditività, con due conseguenze concrete: difficoltà a promuovere segmenti strategici (nuovi arrivi, prodotti stagionali, articoli ad alto margine) e un ROAS che diventa una metrica fuorviante: campagne con ROAS alto che generano profitti minimi, perché costruite su prodotti a basso margine venduti in volume.
A questo si aggiunge la natura "black box" di PMax: visibilità limitata su dove viene effettivamente allocato il budget all'interno della campagna.
La soluzione: schema di custom label
Abbiamo strutturato il feed prodotto con cinque custom label, applicate via Feed Rules in Google Merchant Center e feed supplementari su Google Sheets:
Struttura campagne
Campagne PMax separate per fascia di margine, con tROAS (Target ROAS) differenziato: più basso per i prodotti ad alto margine, per lasciare che l'algoritmo spendesse con meno vincoli dove il ritorno per euro era comunque alto, e più alto per i prodotti a basso margine, per proteggere la profittabilità anche a volumi minori.
Risultati (6–12 mesi)
- +40% di profitto netto dalle campagne Google Ads, a parità di logica di investimento.
- +15% di fatturato totale, quindi crescita non ottenuta a scapito del margine.
- +96% di ROAS sui segmenti HighMargin e Bestseller, dove l'algoritmo ha potuto spingere senza il vincolo di un target troppo conservativo.
- −15% di spesa su articoli a bassa performance e scarsa giacenza, budget riallocato verso ciò che generava margine reale.
